il teatrino KAMISHIBAI

 

Il teatrino kamishibai è entrato nella nostra scuola con tutti i suoi colori e la magia delle sue parole grazie a Roberto Papetti, che ci ha reso protagonisti di un’esperienza indimenticabile. Il primo giorno Roberto si è presentato con una valigetta a sorpresa che si apriva divenendo un piccolo palcoscenico.

Quindi ci ha raccontato un pò la storia del kamishibai e abbiamo scoperto che questo piccolo teatrino itinerante è nato negli anni Trenta in Giappone quando ancora non c’era la televisione. Si spostava di villaggio in villaggio sul portapacchi della bicicletta del contastorie. A volte il contastorie si avvaleva della musica di strumenti a percussione anch’essi montati sulla sua bicicletta.

Il kamishibai è facile da costruire: è come una cassetta di legno del tutto simile ad una cartella scolastica. Posta verticalmente e apertane la parte frontale, si trasforma per magia nel proscenio di un teatrino sul fondo del quale scorrono le immagini di personaggi e ambienti disegnati su cartoncini rettangolari, mentre dietro ci sono le parole del racconto che legge il contastorie.

Roberto ci ha dato una dimostrazione pratica raccontandoci una favola di Gek Tessaro, L’albero e la strega. La storia è molto divertente perchè narra di una strega perfida che fa di tutto per fare del male agli uomini, ma senza volerlo finisce invece per fare del bene a tutti.

Dopo questa storia Roberto ci ha spiegato prima l’importanza di economizzare le risorse idriche nel nostro territorio, e poi ci illustrato il ciclo dell’acqua facendolo diventare sempre un bel racconto con immagini dentro al suo teatrino “valigetta”. Quindi, con l’aiuto di Monica, Roberto ha fatto diversi esperimenti. In uno di questi Roberto e Monica hanno costruito un filtro per depurare l’acqua come si usava fare tanti anni fa, quando ancora non c’era l’acqua potabile.

Monica ha tagliato i colli di quattro bottiglie di plastica e ci ha fatto un piccolo foro in fondo per far passare l’acqua. Quindi le ha impilate una sopra l’altra. Nella prima dall’alto ci ha messo dei sassi, nella seconda della sabbia e in un’altra ancora del cotone. Infine, ha versato dell’acqua molto torbida nella bottiglia più alta e così abbiamo potuto osservare come l’acqua, filtrata prima dai sassi e poi dalla sabbia e dal cotone, sia diventata molto più limpida nel tratto finale della bottiglia.

La settimana successiva Roberto è tornato a farci visita e ci ha diviso in due gruppi di lavoro. Alcuni di noi in laboratorio hanno imparato a costruire un teatrino valigetta con l’aiuto di Raoul Balint, un nostro compagno di 2°B, in modo che anche la nostra scuola avesse un Kamishibai tutto suo. Gli altri, invece, hanno partecipato in classe alla narrazione di un’altra storia di Gek Tessaro veramente spassosa: Il cavallo e il soldato.

Questa volta, però, Roberto ci ha fatto recitare perché imparassimo anche noi a divenire dei bravi contastarie. Roberto ci ha insegnato una tecnica di narrazione molto divertente. Bisogna trovare in un racconto quelle parole su cui alzare il tono e spingere sull’accento quando si recita. Questa tecnica è molto gratificante e ci aiuta a superare tutti quegli intoppi in cui a volte incappiamo nella lettura a voce alta. Ma quello che più conta è che abbiamo capito che leggere tutti insieme può essere un’esperienza veramente piacevole e che, grazie al teatrino Kamishibai, ogni materia scolastica diventa più entusiasmante.

 

Noi della classe 1°A, insieme ai nostri prof. Anna Grazia Patrignani, Anna Praitoni e Andrea Montanari, vorremmo ringraziare Roberto, Monica e tutti coloro che hanno organizzato questo evento, consentendo alla scuola F. Foresti di Conselice di partecipare. Grazie a questa indimenticabile esperienza abbiamo capito che a scuola possiamo...

...imparare divertendoci tutti insieme!!!

(testi e immagini tratti dalla presentazione multimediale realizzata dalla classe a fine attività).

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